martedì 7 maggio 2019

Happy Birthday

24/04/2028

Il bicchiere di vetro vuoto viene abbandonato momentaneamente sul tavolo, un gesto che dovrebbe risultare naturale, fluido. Eppure, fa fatica a posizionarlo come si deve per non rovesciarlo, fissandolo intensamente come se potesse saltargli via dalle mani da un momento all'altro.
Nell'altra mano, tiene stretta una bottiglia di vetro contenente rum, vuota già per buona metà.

Quando si è svegliato quella mattina, ci ha messo un po' ad adocchiare il calendario, una data cerchiata che gli ricorda del giorno della sua nascita di ventiquattro anni fa.
E' rimasto qualche minuto a fissare quel foglio appeso, l'anno, la data e ancora una volta l'anno, in un'espressione confusa che fatica ad abbandonargli i muscoli della faccia.

Quella mattina non ha nemmeno accompagnato Tommy a scuola, dicendogli che si sarebbero presi un giorno 'libero'. Non è nemmeno uscito a dare da mangiare ad Einstein, non è passato dall'Hub, non ha cucinato.
E' pomeriggio inoltrato, quasi sera, quando il bicchiere di rum nuovamente vuoto, viene abbandonato sul tavolo di fianco al badge di registrazione recante la sua data di nascita che ha fissato per tutte quelle ore, la testa china che ciondola e il rumore della televisione accesa nell'altra stanza, con Tommy a guardarla.

Non fa caso nemmeno alla porta che si apre, ad una figura annebbiata dai fumi dell'alcool, magra, scavata e femminile che si avvicina alla sua sedia. Se parla, ignora totalmente quelle parole, ma sente benissimo, come un lupo al quale gli viene strappata la carne dalle fauci, la bottiglia che gli viene cavata di mano, e un lamento nervoso di disappunto mentre barcolla per rialzarsi.

- E' il mio... compleanno... dammela...

Parole trascinate, biascicate e impastate, una frase che non troverà fine dato che il ragazzo non si regge nemmeno in piedi. Un tonfo mentre cade per terra, e dita sottili che lo sollevano come se pesasse quanto un bambino di due anni.

- E' il mio... compleanno... lasciami... ne faccio tanti... tanti... tantissimi... 

E' la parola che continuerà a mormorare mentre viene portato in bagno, e non basterà metterlo di faccia nel water per farlo smettere di mugugnare, di lamentarsi.
Ma sarà facile, perchè non ha più la forza, nè la voglia di pensare in quel preciso istante, nemmeno quando Iphigenia Clark lo costringerà a ributtare fuori - letteralmente - tutto quello che ha dentro.

- Tranquillo, andrà tutto bene Jay.

Nessun commento:

Posta un commento