- Ho un altro nipote e non lo sapevo?
Spiegare di Tommy a Daniel Ross, a suo padre, non è affatto facile, di come lo abbia trovato da Iphigenia Clark durante la guerra, di come se ne siano presi cura allo Stay Alive insieme a Galen Grace, della madre in coma dopo essere stata presa dagli Intrappolatori di Magnus, di un padre che ha deciso di rifarsi un'altra vita lontano da Philadelphia e di come James Ross sia riuscito a strappare un affidamento temporaneo con qualche contatto.
- Lo sai che prima o poi verranno a prenderlo quando troveranno una famiglia idonea che vorrà adottarlo.
- Lo so.
Quelle parole dettate senza un tono interrogativo suonano peggio di una sentenza, e forse è per questo che non ruota la testa ma continua a guardare i giochi del parchetto dove hanno deciso di sostare. Stare li in quel parco poco frequentato, su quella panchina insieme a suo padre è una cosa dannatamente strana. Non deve guardarsi attorno in modo paranoico, non ne ha bisogno ora, e l'unica cosa a preoccuparlo al momento, è di controllare che il liquido della sigaretta elettronica non sia terminato.
- Perchè non ce l'hai detto? Dopo la prima volta che siamo stati arrestati...
- Che ero un vigilante non registrato? Che cosa avrei dovuto dirvi?
- Non lo so pà, qualunque cosa.
Deve prendere un'abbondante boccata di vapore dopo quelle poche parole, la schiena leggermente piegata e gli avambracci che sostano e reggono il busto sulle proprie cosce. Non guarda il padre ora, passandosi la sigaretta elettronica da una mano all'altra, un modo ridicolo di far passare in sordina troppi secondi di silenzio.
- Lo fai ancora James?...
- Tu?
- Non si risponde ad una domanda con un'altra domanda. Ma no, da quando sono tornato ho perso determinate... capacità che possedevo.
- Quindi...
- Quindi mi accontenterò di essere un normale vigile del fuoco, come ho fatto sempre nella mia vita.
Interrogativi incalzanti che vengono sputati fuori di bocca istintivamente, e che disegnano sotto i baffi di Daniel Ross una smorfia profonda, più che pensierosa mentre va a sfilarsi gli occhiali da sole dal viso.
- Tutto ha una fine, per quel tipo di vita ho fatto il mio tempo. E non hai risposto alla mia domanda figliolo.
- E' l'unica cosa che so fare bene, e nemmeno.
- Lo sai che non è vero, sai che potevi... puoi fare fare altro, tornare ad una vita normale e sei ancora in tempo. Non vorrai illuderti di poter far questo per il resto dei tuoi giorni, perchè sappiamo entrambi come finirà, e non voglio James.
James Ross si alza quasi di scatto dalla panchina, con ancora il beccuccio della sigaretta elettronica ficcato in bocca e soffia fumo come una locomotiva, con una faccia che ruota verso suo padre, tutt'altro che calma, che ha bisogno di parecchi sbuffi per ricacciare dentro chissà quale urlo che nasce dai suoi polmoni.
- Guardami negli occhi papà, guardami negli occhi e dimmi che posso tornare veramente ad una vita normale dopo tutto quello che ho passato! Dopo le guerre... dopo tutti quegli anni in Sandmac... e dammi una maledetta definizione di normale!
La chiede quella definizione, ma fa già per allontanarsi per non ascoltarla. Forse perchè non vuole, non ne ha bisogno, o forse solo perchè ha paura proprio di quella risposta.
E se per un momento ci ripensa nel voltarsi, Daniel Ross glitcha per una frazione di secondo, quel che basta a perdere quella frase per sempre, quel che basta a far sussultare di apprensione il mutante che si precipita sul padre con un immane senso di colpa che comprime il petto.
Perchè la cosa più difficile non è essere dei fenomeni o degli eroi, la cosa più difficile è essere persone normali.
Nessun commento:
Posta un commento